News

PPWR: cosa aspettarsi davvero dalle aziende a partire dal 12 agosto 2026

Dopo oltre due anni di negoziati, il regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR, per Packaging and Packaging Waste Regulation) entra nella sua fase attiva. Pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea nel gennaio 2025, questo testo sostituisce una direttiva vecchia di trent'anni e segna un cambiamento di metodo: si tratta di un regolamento, direttamente applicabile nei 27 Stati membri, senza legge di trasposizione nazionale. In altre parole, non c'è margine di negoziazione locale per ammorbidire le soglie, né un calendario parallelo specifico per ogni paese.

8 juillet 2026

PPWR: cosa aspettarsi davvero dalle aziende a partire dal 12 agosto 2026

Una scadenza chiave: il 12 agosto 2026

È a questa data che il quadro generale e le definizioni del PPWR diventeranno effettivi. Concretamente, diverse obbligazioni entreranno in vigore già quest'estate: una dichiarazione di conformità UE diventerà obbligatoria per ogni tipo di imballaggio immesso sul mercato, le sostanze PFAS saranno limitate negli imballaggi monouso come riutilizzabili, e un tasso massimo di spazio vuoto del 50% sarà imposto per i pacchi, in particolare nel settore dell'e-commerce. Le aziende di vendita online dovranno quindi rivedere le dimensioni dei loro pacchi e ridurre i materiali di imballaggio superflui. Tuttavia, questo è solo un punto di partenza. Il regolamento prevede un aumento progressivo fino al 2040: i requisiti di riduzione del peso e del volume degli imballaggi entreranno in vigore nel 2027, alcuni formati di imballaggi in plastica monouso saranno vietati a partire dal 2030, e gli obiettivi di riutilizzo e integrazione di materiale riciclato si estenderanno tra il 2030 e il 2040. A partire dal 2030, tutti gli imballaggi dovranno inoltre raggiungere un livello minimo di riciclabilità (grado C), con un obiettivo di riciclo globale del 70% per tutti gli imballaggi.

Un calendario francese che si sovrappone

In Francia, questo calendario europeo incrocia una scadenza nazionale distinta, con la quale non deve essere confuso: dal 1° luglio 2026, il sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (REP) per gli imballaggi professionali è entrato in fase operativa, sei settimane prima dell'attivazione del PPWR. Derivante da un decreto pubblicato nel novembre 2025, obbliga le aziende che immettono imballaggi professionali sul mercato (cartoni di raggruppamento, pacchi di trasporto, imballaggi di vendita) a finanziare la gestione dei loro rifiuti, tramite un eco-organismo autorizzato. Per una PMI che utilizza circa 200 tonnellate di imballaggi in cartone all'anno, il costo è stimato tra 10.000 e 40.000 euro annui a seconda dell'eco-organismo scelto, con una possibile ripercussione del 2 al 5% sul prezzo di acquisto degli imballaggi.

Cosa cambia per i settori interessati

Il PPWR colpisce innanzitutto i settori che consumano di più imballaggi: e-commerce, grande distribuzione, ristorazione e vendita da asporto. Questi settori dovranno progressivamente offrire contenitori riutilizzabili o integrare sistemi di deposito, in particolare in vista dell'obiettivo fissato per il 2030: almeno il 10% dei prodotti venduti in un imballaggio riutilizzabile. Gli imballaggi multi-materiale (plastica-alluminio, plastica-cartone ad esempio), spesso poco riciclabili, sono identificati come i più minacciati dai nuovi criteri di classificazione. Per anticipare questa transizione, la Commissione europea ha pubblicato alla fine di marzo 2026 un avviso che precisa l'interpretazione di diverse disposizioni del testo, in particolare le definizioni di imballaggio, produttore e importatore, nonché le modalità di applicazione della REP e delle restrizioni PFAS. Una chiarificazione benvenuta, in un momento in cui molte incertezze persistono ancora sulla concreta attuazione dei prossimi passi, in particolare sulle modalità di valutazione che saranno pubblicate solo nel 2027.

Una questione di competitività tanto quanto ambientale

Oltre alla sola dimensione ambientale, il PPWR è presentato dai suoi promotori anche come un leva di competitività per le imprese europee, in un contesto di crescente dipendenza dalle materie prime importate. Armonizzando le regole a livello di mercato unico, il testo dovrebbe teoricamente ridurre la frammentazione normativa che penalizza oggi le imprese che operano in più paesi europei. Resta il fatto che la strada è ancora lunga: il tasso di circolarità dell'economia europea è aumentato di solo un punto in tredici anni, passando da circa il 10,7 % nel 2010 all'11,8 % nel 2023.

In breve

Per le aziende francesi, la sfida dei prossimi mesi sarà quindi doppia: mettersi in conformità con la filiera REP nazionale già da quest'estate, mentre si avviano, fin da ora, i lavori di eco-design necessari per anticipare le scadenze più lontane, ma decisamente più strutturanti, del PPWR a orizzonte 2030.