Come funziona il mercato del carbonio europeo
Istituito nel 2005, l'ETS si basa su un principio semplice: porre un limite alle emissioni di CO2 delle installazioni industriali e energetiche più inquinanti e farle pagare un prezzo
per ogni tonnellata emessa.
Ogni anno, il limite globale di quote disponibili diminuisce secondo un tasso chiamato “fattore di riduzione lineare”, il che deve meccanicamente spingere il prezzo del carbonio verso l'alto e incentivare le aziende a ridurre le loro emissioni piuttosto che acquistare quote.
Le aziende ricevono una parte delle loro quote gratuitamente — calcolata tramite “benchmark” che fissano la quantità assegnata in base alle prestazioni delle installazioni più efficienti di ciascun settore — e devono acquistare il resto all'asta o sul mercato secondario.
Cosa cambia la proposta del 17 luglio
Presentato dalla presidente della Commissione europea in un pacchetto legislativo che include anche un piano di elettrificazione e una proposta sulle tariffe di rete, il testo del 17 luglio mira, secondo il commissario al clima Wopke Hoekstra, a tracciare un percorso coerente con l'obiettivo climatico dell'UE per il 2040.
Nel dettaglio, emergono diverse misure:
- Un rallentamento del ritmo di riduzione delle emissioni.
- Un'estensione delle quote gratuite.
- Nuovi meccanismi di flessibilità.
- L’ingresso degli inceneritori di rifiuti.
- Un freno sull'aviazione e l'ETS2.
- Nuovi finanziamenti.
Un Consiglio europeo fratturato in due blocchi
La proposta arriva dopo mesi di crescente pressione. Un lobbista citato da
l’Usine Nouvelle descrive "un clima di panico alla Commissione in febbraio e marzo", alcuni temevano che il mercato del carbonio potesse crollare puramente e semplicemente sotto i colpi di diverse capitali e dell'industria chimica in particolare.
Un'analisi dell'Agenzia Europa, realizzata prima della presentazione del testo, delinea due
schieramenti abbastanza netti all'interno del Consiglio:
- Il blocco “critico”, favorevole a un allentamento massimo:
- Il blocco “ambizioso”, che vuole preservare il sistema:
Reazioni vivaci fin dalla pubblicazione del testo
Le ONG ambientali hanno reagito senza indugi. L'ONG Carbon Market Watch ha denunciato una proposta che offrirebbe "una boa di salvataggio" ai combustibili fossili e ulteriori "permessi di inquinare gratuiti", ricordando che l'ETS ha permesso, in vent'anni, di ridurre della metà le emissioni dei settori dell'energia, dell'industria, dell'aviazione e marittimo. Ricercatori e ONG tedesche hanno avvertito che la riforma renderebbe più difficile il raggiungimento degli obiettivi climatici del blocco.
Al contrario, la Commissione difende un esercizio di equilibrismo: preservare la competitività industriale europea di fronte alla concorrenza cinese e ai dazi doganali americani, senza rinunciare formalmente al principio del chi inquina paga né al percorso 2040.
E adesso?
Il testo deve ancora essere negoziato per diversi mesi tra i Ventisette e ilParlamento europeo, dove la commissione ENVI esaminerà il dossier. Viste le linee di frattura già visibili al Consiglio, e il ruolo di arbitro che potrebbe svolgere la Francia, il risultato finale di questa negoziazione rimane incerto — con sullo sfondo la questione se l'UE possa conciliare ambizione climatica e competitività industriale senza sacrificare l'una per l'altra.

