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Il cartone è davvero un settore di riciclaggio arrivato a maturità?

Il cartone è spesso presentato come il materiale di imballaggio più performante in termini di riciclaggio. La raccolta è ben organizzata, i tassi di valorizzazione sono tra i più alti dei principali materiali e l'industria cartaria padroneggia questo processo da diversi decenni. Questa immagine è ampiamente giustificata. Tuttavia, dietro a questo successo si delineano nuove sfide. La qualità delle fibre, l'evoluzione dei giacimenti o ancora la diversificazione degli usi interrogano ora la capacità della filiera di preservare in modo sostenibile il valore di questa risorsa.

9 juillet 2026

Il cartone è davvero un settore di riciclaggio arrivato a maturità?

Un settore che fa da riferimento

Il riciclo della carta-cartone è uno dei settori più antichi dell'economia circolare. Il suo sviluppo si basa su diversi punti di forza: una materia relativamente omogenea, una raccolta ampiamente diffusa, processi industriali controllati e una domanda costante di fibre riciclate.
In Francia come nella maggior parte dei paesi europei, i cartoni usati vengono raccolti, selezionati e poi inviati a cartiere specializzate. Dopo un ripulitura in acqua, le fibre di cellulosa vengono separate dagli elementi indesiderati come inchiostri, adesivi, graffette o alcuni plastici. La pasta viene poi pulita prima di essere trasformata in nuovi fogli di carta o cartone.
Questa organizzazione industriale consente di reintrodurre ogni anno diversi milioni di tonnellate di fibre nel ciclo di produzione. Spiega perché la carta-cartone è regolarmente citata tra i materiali più performanti in materia di riciclo.
Questa performance non significa però che tutte le statistiche raccontino la stessa realtà.

Numeri elevati... ma che non misurano sempre la stessa cosa

Le performance della filiera carta-cartone danno a volte luogo a cifre che sembrano contraddittorie. Tuttavia, corrispondono più spesso a perimetri di osservazione diversi.
A livello europeo, le statistiche relative a tutti i rifiuti carta-cartone possono mostrare tassi di riciclo superiori al 90%. In Francia, Eurostat stimava così questo tasso a quasi il 95% nel 2023.
Quando ci si interessa esclusivamente agli imballaggi domestici, i risultati sono diversi. Le cifre comunicate dagli eco-organismi o da alcuni studi specializzati si collocano generalmente attorno al 70-80%, a seconda del metodo di calcolo adottato.
L'integrazione o meno degli imballaggi industriali e commerciali modifica anche i risultati. Questi ultimi rappresentano una parte importante dei volumi raccolti e sono generalmente composti da cartoni più omogenei e meno contaminati rispetto ai rifiuti domestici.
Queste discrepanze ricordano che un tasso di riciclo può essere interpretato solo conoscendo precisamente il perimetro a cui si applica. Confrontare due cifre senza questa precauzione porta spesso a conclusioni errate.

Riciclare il cartone non significa riciclarlo indefinitamente

L'immagine di un materiale riciclabile all'infinito è seducente. La realtà industriale è più sfumata.
Ad ogni ciclo di riciclaggio, le fibre di cellulosa subiscono vincoli meccanici che le accorciano progressivamente. Dopo diversi passaggi in cartiera — generalmente tra cinque e sette cicli a seconda della qualità delle fibre e degli usi — diventano troppo corte per garantire le proprietà meccaniche attese.
La produzione di nuovi cartoni richiede quindi un apporto regolare di fibre vergini provenienti dal legno per mantenere le prestazioni dei prodotti.
In altre parole, il riciclaggio del cartone funziona secondo una logica di rinnovamento permanente delle fibre piuttosto che in un ciclo totalmente chiuso.
Questa caratteristica non mette in discussione i benefici del riciclaggio. Ricorda semplicemente che la risorsa ha una durata di vita limitata e che la sua qualità rappresenta una sfida industriale importante.

Una filiera performante, ma confrontata a nuove fragilità

Se il riciclo della cartone rimane un successo, diverse evoluzioni invitano alla vigilanza.
La qualità dei giacimenti costituisce una prima sfida. I cartoni sporchi di sostanze grasse o residui alimentari, come alcune scatole per pizza, sono difficilmente riciclabili e devono generalmente essere indirizzati verso altri settori di trattamento.
Le evoluzioni degli imballaggi rappresentano anche una sfida. Gli assemblaggi di materiali, i trattamenti superficiali o alcuni rivestimenti complicano talvolta il riciclo e richiedono processi di separazione più complessi.
Inoltre, diversi studi evidenziano un rallentamento delle performance di riciclo osservato in vari paesi europei negli ultimi anni. Le ragioni sono molteplici: evoluzione dei modelli di consumo, qualità variabile della raccolta differenziata, cambiamenti nella composizione dei rifiuti o difficoltà economiche di alcuni settori.
Queste tendenze non mettono in discussione la solidità del settore carta-cartone. Tuttavia, mostrano che un settore arrivato a maturità deve continuare ad adattarsi per preservare le sue performance.

La vera sfida: preservare il valore della fibra

Per lungo tempo, l'obiettivo principale era aumentare i tassi di raccolta e di riciclaggio. Questo passaggio rimane essenziale, ma non è più sufficiente da solo a descrivere le performance di un settore.
La questione diventa ora quella del miglior utilizzo possibile di ogni fibra lungo il suo ciclo di vita.
Non tutte le fibre presentano le stesse caratteristiche né lo stesso potenziale di valorizzazione. A seconda della loro qualità, lunghezza, stato o livello di contaminazione, possono rispondere a esigenze industriali diverse.
Questo approccio porta progressivamente a considerare la carta-cartone non più solo come un rifiuto destinato al riciclaggio, ma come una risorsa il cui valore evolve nel tempo in base agli usi. La performance non si misura quindi più solo in base al volume riciclato, ma anche alla capacità di prolungare l'utilità della materia nelle applicazioni più pertinenti.

Conclusione

Il riciclo del cartone rimane uno dei successi più visibili dell'economia circolare europea. Le infrastrutture sono in atto, le opportunità industriali sono numerose e le performance rimangono elevate rispetto a molti altri materiali.
Tuttavia, questa maturità non significa che il settore abbia raggiunto uno stato di equilibrio definitivo. L'usura naturale delle fibre, l'evoluzione degli imballaggi e le crescenti esigenze in materia di qualità portano progressivamente a spostare l'attenzione. La sfida non è più solo riciclare di più, ma preservare più a lungo il valore della materia.
Man mano che questa logica si afferma, il riciclo appare meno come un fine a se stesso e più come uno dei leve di una gestione più globale delle risorse cellulosiche.

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